marcobenna

Demetrio Stratos

07-01-2018 13:58

Cremona, 1978. C’è Demetrio in concerto, il nostro Demetrio, quello degli Area, ma è solo lui insieme a Lucio Violino Fabbri. E ho una macchina fotografica, la prima “seria”, una Olympus OM1. Due grandi passioni che come spesso accade si intercettano, ma la serata è particolare, perché Stratos è particolare. E poi il repertorio. Musiche di Cage e altri scritte per lui. È la prima volta che fotografo un concerto serio e l’emozione c’è, si fa sentire. La fotografia scalpita ma è ancora giovane. Dopo il concerto decidiamo di andare dietro il palco per conoscerlo. Conoscere Stratos. E nella sua semplicità accetta di parlare con questi due ragazzotti, che suonano, fotografano, che hanno capito poco del concerto, ma entusiasti di quelle sonorità e incantati dalle sue parole. Chiare e dirette; l’ascolto della musica è di tutte le musiche e la tecnica è soprattutto allenamento, serio e rigoroso. Poi, come se fossimo tra vecchi amici prende lo spartito, lo apre e ci da di gomito facendoci vedere la firma con dedica di John Cage alla fine della partitura. E per un attimo siamo in un altro mondo. È un piccolo contributo ad un grande musicista.

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